Design Imperfetto

Designer:
Riccardo Dalisi
Designer:
Alfio Cangiani
Designer:
Ugo La Pietra
Designer:
Alessandro Guerriero
Feature Image

Il Progetto

Ciò che possediamo riflette il passare del tempo, offre tracce di tradizioni e storie che aggiungono autorità agli oggetti e alle cose.

Barche e ulivi sono per la Puglia un brand turistico, un’occasione di vita, un elemento identitario, il tassello di un ciclo economico, oppure, nel caso di ‘Design imperfetto’ , gli strumenti di una collezione ecologica. Quattro designer, Alfio Cangiani, Riccardo Dalisi, Alessandro Guerriero, Ugo La Pietra , interrogano materiali e forme, legno d’ulivo e barche dismesse, per pensare oggetti sostenibili in un personale dialogo con il territorio pugliese. Ognuno stabilisce una confidenza percettiva con il contesto, cerca un rimando morfologico o insegue una legittima funzionalità.

‘Design imperfetto’ è dunque una sfida a più livelli, corretta nel tentare una raffinata rilettura del patrimonio identitario e ambientale pugliese, audace nel recuperare il bulimico accumulo dei residui, e innovativa nel passaggio tra progettazione e produzione industriale. L’obiettivo a breve è di ingegnerizzare i prototipi per realizzare una linea di arredo tutta rigorosamente made in Puglia e virtuosamente rispettosa dell’habitat, per niente imperfetta, dunque nel coniugare creatività e sostenibilità.

Riccardo Dalisi

Portavoce di un design del ‘genius loci’ fa del recupero una prassi progettuale e si mostra perfettamente a suo agio tra fasciami di gozzi in disarmo. Dalle cromie scrostate dei legni, avvezzi a blandire la superficie dell’acqua, dalle obbligate modularità delle assi, Dalisi inventa tavoli, sedie e librerie. Per il tavolo, semplicemente allineando i fasciami secondo una variegata alternanza di colore e smussando gli angoli per ottenere una morfologia più morbida; per le sedie, incrociando i piani in modo da ottenere spalliere, sedute e sostegni e infine per la libreria, montando ortogonalmente i listelli tanto da potenziare l’effetto modulo a sostegno di accoglienti vani d’appoggio.

Alfio Cangiani

La ‘Lampara’ di Alfio Cangiani, giocando sul doppio registro, linguistico e ludico, trasforma una barca in seduta. Con graffio d’autore, Cangiani, taglia l’imbarcazione, riducendone l’ingombro, ne relativizza la scala per destinarla a una dimensione domestica. Il guscio dimezzato, opportunamente fornito di alloggiamento diviene una poltrona con cassetto per la ricarica e l’alimentazione dei cellulari. Il nome, dalla lampada usata per la pesca notturna, suggerisce inoltre la possibilità che la seduta accolga un congruo sistema d’illuminazione.

Ugo La Pietra

Si concentra sull’ulivo nella sua Credenza, tautologica nel riprodurre l’aspetto del materiale nella forma dell’oggetto. Un grande contenitore alleggerito da un supporto più esile originato da una serie di cassettini, si impone nel suo dichiarato omaggio alla sostanza di cui si compone. Piallicciato d’ulivo compattato per consentire la creazione dei pannelli ma traforato nella zona centrale con un disegno che riproduce la sinuosa plasticità dei tronchi massici e delle radici nerborute, affidandosi però al contrasto pieno/vuoto.

Alessandro Guerriero

Sempre partendo dal legno di ulivo Alessandro Guerriero disegna una sedia e uno sgabello, la prima che oppone la robustezza della seduta, una sorta di massiccio recipiente munito di gambe, ad una spalliera, compattata, invece, in una sottile lastra sapientemente incastrata; il secondo altrettanto evocativo della vigorosità arborea che risulta generato da forme archetipe, convertite in geometrici e levigati volumi.

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